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Le pietre di una città da salvare


John Ruskin – Ca’ d’Oro – 1845 – Matita, acquerello, tempera su carta grigia.


Trasmissione Le pietre di una città da salvare

Non ha scritto nulla sulle pietre di Brescia mentre ci ha lasciato testimonianze sulle rive dell’Adige. Ci ha lasciato tante pagine, sugli argomenti più diversi, che possiamo trovare nelle principali biblioteche. Aveva una profonda ammirazione per il Bel Paese, meta dei suoi numerosi viaggi, ben undici nella città che amava più di ogni altra. Era un paladino dei restauri eseguiti con cura scientifica, ma, essendo un precursore, poté solo salvare l’aspetto originario delle pietre disegnandole minuziosamente. I suoi taccuini, come quelli di altri suoi contemporanei, Renica e Caffi ad esempio, possono alimentare chissà quante esposizioni, come quella di grande ampiezza che ha messo in bella mostra la sua ossessione per l’architettura, soprattutto quella di una città. Sfortunatamente non ha visto le bellezze di Brescia, i nostri capitelli e il nostro pavone, altrimenti anche le nostre meraviglie avrebbero superato i confini italici insieme alle tante opere che ha prodotto nella sua vita. Purtroppo in Italia non ci sono gli originali dei suoi lavori, ma sole le pagine a stampa che documentano il suo minuzioso lavoro di disegnatore e i suoi studi dei dipinti che amava di più, come le due dame, a suo parere “il quadro più bello del mondo”.


Estratto dalla prima puntata

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       Oggi dove andiamo?
Come al solito la prima parte della trasmissione è misteriosa, non sveliamo subito dove si trovano i luoghi che descriviamo. Il protagonista della puntata ci ha lasciato tantissime sue opere, non si trovano in Italia ma tutte sono ambientate in uno dei tesori vicini.
       Allora ci parlerai di una mostra fuori tema rispetto ai nostri soliti itinerari di visita.
Il protagonista non è stato solo autore di disegni, dipinti e acquerelli, ma ha scritto numerosi libri. Le sue opere a stampa sono diffuse ovunque, una ventina sono disponibili anche presso la biblioteca Queriniana di Brescia.
       Sono tutti libri di arte?
Non solo arte, i suoi interessi spaziavano dall’arte antica a quella contemporanea dei suoi tempi, dall’architettura al restauro, dall’economia alla botanica. Ha dedicato uno dei suoi libri a Verona e le sue rive, la città che gli aveva dedicato una mostra al Museo di Castelvecchio nel 1966. E’ una delle quattro piccole mostre allestite in Italia (Verona-Castelvecchio 1966, Venezia-British Centre 1983, Torino-Museo nazionale della montagna 1990, Lucca-Fondazione Raggianti 1993) che hanno preceduto la grande esposizione che ci ha suggerito i contenuti di questa puntata.
       Stai parlando di un artista italiano?
Amava tantissimo il nostro Paese, ma è nato in Inghilterra dove è vissuto tra il 1819 e il 1900. Era un personaggio dai mille interessi, viaggiò tutta la vita, attraverso Francia, Svizzera e Italia, ma il Bel Paese era la sua meta preferita. Raggiunse undici volte, dal 1835 al 1888, la città che amava più di altre, della quale conosceva pietra dopo pietra, tanto da disegnarle minuziosamente nei suoi taccuini per denunciare il pessimo stato di conservazione in cui versavano i suoi monumenti e palazzi.
……

da un’idea di Loris Ramponi


Ecco l’audio di “Le pietre di una città da salvare-Prima parte”


Ecco l’audio di “Le pietre di una città da salvare-Seconda parte”


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